IL TESTAMENTO DI AULO QUINTILIO

Il Testamento di Aulo Quintilio è un monumento epigrafico scolpito nella viva roccia.
E' un monumento rarissimo che si fa risalire all'epoca di Traiano (II sec. d.C.).
Il masso di roccia calcarea ha un'altezza di m. 2.40 e una larghezza di m. 2.53.
La base dell'edicola misura m. 6.80 di lunghezza metri 1.20 di altezza.

 

E' situato nel luogo dove anticamente sorgeva il foro, esterno alla città, sulla via Casamari, e dove furono eretti i monumenti agli Imperatori ed ai Patroni dei Municipio.
E' l' unico monumento superstite, ricavato dalla viva roccia della collina, del secolo II d. C.
Aulo Quintilio fu uno dei personaggi più in vista; quadrunviro per l'edilizia e la giustizia, quinquennale aggiunto per decreto del Senato Ferentinate.



Per la sua munificenza verso la propria città, a favore della quale aveva riscattato i fondi rurali di Ceponiano, Mamiano e Prato, spendendo settantamila sesterzi il Senato gli fece erigere una statua nel Foro.
Un' epigrafe incisa nella viva roccia, a forma di edicola, di dimensioni 2,50 x 2,40 metri, riporta le ultime volontà di Aula Quintilio a favore del suo Municipio.

Un' epigrafe incisa nella viva roccia, a forma di edicola, di dimensioni 2,50 x 2,40 metri, riporta le ultime volontà di Aula Quintilio a favore del suo Municipio.


In sintesi nell'iscrizione è detto che il munifico testatore lascia in eredità a Ferentino i suoi beni immobili (casa e terreni) e stabilisce che ogni cinque anni, nel giorno del suo compleanno, che ricorreva il 9 maggio, una parte delle rendite sia in denaro che in natura (vino Melato, focacce e noci) venisse elargita al popolo; in perpetuo dovevano essere spesi anche trenta sesterzi per il decoroso mantenimento della statua e dei ritratti di Aulo Quintilio.

A. QUINCTILIO A.F. PAL. PRISCO
IIII VIR. AED. PIOTEST. IIII VIR. IURE
DIC. IIII VIR. QUINQ. ADLECTO EX S,C,
PONTIF. PRAEF. FABR.
(HUIUS OB EXIMIAM MUNIFICENT. QUAM IN MUNIC. SUOS CONTULIT SENAT. STATUM PUBLICE PONEND. IN FORO UBI IPSE VELLET CENSUERE H.A.I.R. HIC EX S.C. FUNDOS CEPONIAN. ET ROIANUM ET MAMIAN. ET PRATUM EX OSCO AB R.P. REDEM.
HS LXX M.N. ET IN AVIT. R.P. REDDID. EX QUOR. REDITU DE HIS IV M. CC. QUODANN (1) S Vi ID. MAI. DIE NATAL. SUO PERPET. DARETUR PRAESENT, MUNICIPIB. ET INCOL. ET MULIERIB, NUPTIS CRUSTUL.P.I. MULSI HEMIN. ET CIRCA TRICLI. DECURIONIB. MULSUM ET CRUST. ET SPORTUL. HS X N. ITEM PUER. CURIAE INCREMENT. ET Vi VIR. AUG. QUIBUSQ. U.V. E, CRUST. MULSUM ET HS VINI N, ET IN TRICLIN. MEO AMPL. IN SING. H.HS I N ET IN ORN. STATUAE ET IMAG. MEAR. RES P. PERPET. HS XXX N. IMPEND. ARBITR, llli VIR. AEDILIUM CURA FAVORABIL. EST Si PUER. PLEBEIS SINE DISTINCTIONE LIBER TATIS NUCUM SPARSION. MOD. XXX ET EX VINI URNIS Vi POTIONUM EMINISTRATION, DIGNE INCREMENTIS PRAESTITERINT

Traduzione

Ad Aulo Quintilio Prisco, figlio di Aulo, della tribù Palatina, Quatuorviro di edilizia potestà. uatuorviro per l'amministrazione della giustizia, Quatuorviro quinquennale eletto per decreto del Senato Pontefice, Prefetto dei fabbri.Per la sua esimia liberalità che usò verso i suoi concittadini, i Senatori decretarono di erigergli una statua, a spese dello Stato, nel Foro, dove egli stesso volesse. Accettato l'onore, se ne addossò egli la spesa. Questi, per decreto dei Senato, riacquistò dallo Stato i Fondi di Ceponiano e Roiano e Momiano e Prato dal territorio Osco (un tempo) dei suoi avi, per 70.000 sesterzi, e li restitúi allo Stato. Dalla loro rendita, L. 4.000 sesterzi in ogni anno censuale, egli stabilì che nel sesto giorno prima delle idi di maggio (10 maggio), nel suo giorno natale, si desse sempre ai presenti concittadini ed agli abitanti ed alle donne sposate una libbra di focaccia, una urna di vino melato; ai decurioni riuniti intorno ai triclini, il vino melato, la focaccia ed una sportello di 10 sesterzi e così pure ai fanciulli, speranze future della Curia senatoriale), ed ognuno dei Seviri Augustcili deve gustare insieme la focaccia; il vino melato e riceva 8 sesterzi: ed in più, nel mio triclinio, sia dato ad ogni uomo un sesterzo: e, per l'ornamento della statua e delle mie effigi, lo Stato somministri perpertuamente, a giudizio dei Quatuorviri, sotto la cura degli Edili, 30 sesterzi. E'cosa gradita se, ai fanciulli plebei, senza alcuna esclusione, con gli accrescimenti della rendita, siano assicurate degnamente la distribuzione di 30 moggi di noci e la somministrazione di bevande di vino contenute in 6 urne.